Il Quid che fa la differenza é a Savignano

La bottega che racconta la storia, la famiglia e la passione continua per la ricerca delle cose buone: un giardino segreto della gastronomia.

di Jennifer Bucci

Finalmente una mattina di libertà. Salgo in auto e da Cesena guido in direzione Rimini. Ho percorso questa strada tante volte ma oggi, dopo settimane di restrizioni, la trovo diversa. Non ho fretta, guido piano e mi godo il paesaggio in cerca di qualcosa di buono. E’ dicembre e improvvisamente mi rendo conto di come questo duemilaventi abbia cambiato le mie abitudini: solo un anno fa ero in preda alla frenesia dei preparativi di Natale. All’altezza di Savignano il mio sguardo si ferma su una piccola bottega; sull’insegna c’è scritto: Quid Rodosio. “Ecco dov’è!” esclamo. Ne ho sentito tanto parlare tuttavia solo oggi lo scopro. Decido di fermarmi ed entrare. Il negozio è intimo, curato e accogliente. L’atmosfera familiare mi ricorda la bottega di fiducia nella quale andavo ogni mattina con mia madre a fare la spesa. Mi piace. Dopo uno sguardo veloce capisco di essere entrata nel giardino segreto della gastronomia. D’un tratto tutto mi è chiaro: qui troverò i miei regali di Natale. Arriva il mio turno, mi serve Michaela che, dopo qualche domanda, capisco essere la “padrona di casa.”

Il caseificio Rodosio apre a metà del novecento per opera di Onofrio, e la bottega Quid è l’unione della tradizione casearia della famiglia e del desiderio di Michaela, la nipote, di offrire ai clienti una selezione più ampia e ricercata di prodotti. Come ogni persona nata sotto il segno dell’acquario Michaela è dotata di intuizione e originalità ed è convinta che il cibo, prima di tutto, sia godimento dei sensi. Motivata dal desiderio di educare e divulgare l’arte di mangiar bene, decide negli anni di assortire la rivendita di famiglia affiancando ai formaggi firmati Rodosio, altri prodotti. E’ lei stessa a sceglierli, avvalendosi non solo del suo fiuto, ma anche delle competenze acquisite con i corsi da sommelier e degustatrice di formaggi.

La bottega Quid oggi offre un’esclusiva scelta di alimenti, che spazia dal banco dei freschi a prodotti artigianali, tè, cioccolato e una piccola cantina che presenta vini della regione, italiani e qualche etichetta straniera.

In attesa delle festività natalizie gli scaffali sono addobbati con panettoni gourmet, torrone e confezioni regalo firmate Quid, piene di ogni bendidio. Mi sento come una bambina al parco giochi, sono emozionata e vorrei comprare tutto. M’incanto davanti al banco dei formaggi quando entra la signora Anna e subito dopo un ragazzo. E’ Enrico, fa parte dello staff della bottega, è venuto a ritirare due borse della spesa da consegnare a domicilio. La signora Anna invece è una cliente abituale ed aspetta di ritirare il ripieno per i cappelletti che ha ordinato. Dice che è buonissimo, la ricetta è quella segreta di nonna Rodosio.

Sono entusiasta: la bottega Quid è l’unione perfetta di tradizione e attualità. Inoltre ho scoperto che da poco è attivo anche lo shop on-line, che ho immediatamente aggiunto ai miei siti preferiti sul web.

Quid ti offre “Pane & Formaggio” – Sabato 20 Ottobre

#spuntinomerendaperitivo#

Una volta si chiamava spuntino o merenda con quello che c’era in casa… pane, formaggio, una fettina di salame, qualche sott’olio e magari un buon bicchiere di vino. Oggi si chiama brunch o apericena, il concetto resta, i prodotti fanno la differenza da Quid!

Se ti va sabato viene a trovarci, ci sarà un “ fornaio di altri tempi “ con i suoi prodotti, al resto pensiamo noi di Quid.

Dalle 11,30 alle 13,00

Dalle 18,00 alle 19,30

Vieni da Quid ad assaggiare il “Pane & Formaggio” di una volta…

Sabato 27 Gennaio Degustazione di Tè

Sabato 27 gennaio
Vieni a trovarci per una degustazione di te particolari conosciuti dall’antichità per le loro proprietà salutari.

Dalle 16,00 alle 19,30
Degustazione di tè
Piccoli assaggi dolci e salati

Colori e sapori dal Mondo – Giovedì 27 Luglio

Vi proponiamo:

Verdurine con salsa tzatziki
Cestini di Quinoa con salsa guacamole
Melanzane con hummus di ceci
Pollo all’hawaiana, ananas e riso basmati
Cremoso al tè matcha

Degustazione completa menu – € 28 bevande escluse

VERUCCHIO

Il nome Verucchio sembra provenire dalla parola umbra verruca che indica luogo elevato e scosceso. Il Paese, infatti, col suo Castello si trova in cima ad una collina isolata alla destra del Marecchia e a ponente-libeccio di Rimini. Verucchio fu, dal IX al VI secolo a.C., il centro villanoviano più importante della zona. Venne, in seguito, incluso nella sedicente donazione di Ottone ai Conti di Carpegna dell’anno 962 i quali, verso la fine del XII secolo si divisero nei tre rami detti di Carpegna, di Pietra Rubbia e di Monte Copiolo. I Conti di Pietra Rubbia dalla Penna dei Billi si trasferirono a Verucchio, poi a Rimini, quando già avevano preso il soprannome di Malatesta. Il capostipite di questa famiglia si ritiene essere quello scaltro Malatesta da Verucchio chiamato da Dante “Il Mastin Vecchio”. Nel 1371 il Castrum Verucholi con rocca era nel contado riminese di Galeotto Malatesta. Sigismondo Malatesta, nel 1448, rinnovò il fortilizio edificando le due rocche e molta parte del paese circondandolo di mura solidissime, ancora esistenti. La signoria dei Malatesta cessò nel XV secolo e dopo alcuni passaggi (Montefeltro, Della Rovere, Medici, Pio-Comneno) Verucchio passò alla S. Sede. Il Borgo, innalzato sul colle dalla parte di mezzogiorno dà una bella nota caratteristica al luogo. La Chiesa di S. Agostino (XIV sec. – ex convento dei Padri di S. Agostino) che ospita il Museo Archeologico, le Rocche del Sasso e del Passarello, il Convento delle Clarisse con annessa la Chiesa di S. Chiara e Piazza Malatesta sono gli esempi più significativi dei monumenti da visitare.

A cura di Elio Raboni.

Elio-Raboni

ELIO RABONI
Nato nel 1944, residente a Savignano sul Rubicone, pensionato delle Ferrovie dello Stato. Autodidatta, da sempre amatore di libri e cartografia antichi e cultore della storia, degli usi, dei costumi e delle tradizioni romagnoli cui dedica un continuo ed appassionato lavoro di ricerca.

Bartolini Antonio, La Rocca di Strigara e i Malatesta di Sogliano, Sogliano al Rubicone, 1960

Berardi Eugenio, Cenni storici di Roncofreddo, Sogliano, Borghi e dintorni, Gatteo, 1894

Bolognesi Giorgio, Monteleone nella Storia, Cesenatico, 1996

Bolognesi Giorgio, Storia di Sorrivoli, Cesenatico, 2004

Molari Tommaso, Memorie sul Castello di Montebello di Romagna, Savignano sul Rubicone, 1934

Rosetti Emilio, La Romagna – Geografia e storia, Milano, 1894